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Question écrite N°58907
Assemblée nationale

Conseil d'Etat
Tribunal Administratif
de Paris


Copyright © 1989-2007
Thierry Garçon
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Riproduzione dei colori con sintesi additiva, e realizzazione del Holopanoragramme direttamente da partire da un oggetto fissa in 3 dimensioni, senza video o immagini di sintesi intermedie, per avere un'immagine in vero rilievo
con la più alta definizione spaziale-temporale.


Sistemazione dell'occhio
nel vero rilievo dell'immagine del Holopanoragramme

Holopanoragramme                        Traduzione automatica da partire :  

Avete certamente già osservato un ologramma che presentava un'immagine in rilievo in un cilindro formato da un appoggio olografico trasparente, o alla parte posteriore di un appoggio olografico piano. In termini d'ottica, quest'immagine virtuale chiusa in un cilindro o alla parte posteriore di un vetro, come la vostra immagine virtuale in rilievo riflessa da uno specchio piano, resta inaccessibile dietro la superficie ottica.
A contrario, quale sarebbe la vostra reazione di vederli apparire realmente dinanzi allo specchio ?..
Grazie alla nostra immaginazione, un'altra questione si pone tutto naturalmente:
È possibile fare apparire nello spazio un'immagine senza alcuno appoggio, un'immagine ancora più realistica senza separazione tra il mondo virtuale ed il mondo reale ?

 
Ologramma per riflessione di un'statuetta
(Thierry Garçon 1988)

L'osservazione di un'immagine reale accessibile al focolare di una lente simile alla nostra lente o ad una goccia d'acqua, era all'origine dell'ottica strumentale che si sviluppò veramente soltanto a partire dal XVIIo secolo, grazie in particolare allo scienziato italiano Galilea che scrisse: “La geometria è la lingua nella quale è scritto il libro del mondo„.
Tuttavia fin dall'antichità, scultori egiziani riuscirono ad emergere come una lente sfere in cristallo di roccia per inserire gli occhi di statue, in particolare per il Scribe “accovacciato„ del museo del Louvre a Paris (2600-2350 davanti J. - C.).
Lo scienziato greco Archimede (278-212 J davanti. - C.) difese Syracuse per mezzo di “specchi ardenti„ fornendo i soldati di schermi concavi che concentrano i raggi luminosi per formare alla parte anteriore l'immagine reale del sole, cosa che fece credere ai Romani che “soldati di fuoco„ si trovassero di fronte a loro.
Secondo le stesse norme immuables dell'ottica geometrica, gli specchi concavi servono da a convergere nello spazio i raggi luminosi per formare un'immagine reale di un oggetto situato a migliaia di anni-luce, come per il telescopio più moderno “VLT„ i cui specchi sono stati emersi da ottici francesi, apprezzati universalmente.
Dopo oltre 5.000 anni d'evoluzione dello scritto, l'olografia permette infine di scrivere completamente un'immagine reale che si forma nello spazio davanti al suo appoggio, come un'immagine reale messa a fuoco da una lente convergente o da uno specchio concavo, e resto accessibile dinanzi alla superficie ottica.
Tuttavia, una costrizione d'ottica geometrica per la restituzione di un volume da partire da una superficie piana resta immuable

Contrariamente alle comparsi totali nello spazio senza alcuno appoggio rappresentate in vernice o al cinema mediante i trucchi di sovrimpressione delle pellicole di fantascienza dove la parola ologramma è spesso scorrettamente utilizzata, occorre ammettere che un'immagine reale scompare ai nostri occhi se non resta sovrapposta ad un appoggio che agisce sulla luce che sia terrestre o extraterrestre come la luce solare.
Anche gli arcobaleni hanno le nuvole come appoggio !
Dal XVIIo secolo, l'arte ingannevole in particolare negli spettacoli di magia sfrutta la credulità degli stranieri in ottica, con teatri a specchi senza tain invisibili che permette di fare credere al per il grande pubblico, a partire da un oggetto dissimulato nell'oscurità, della possibilità di una reale comparsa immateriale ed impalpabile nello spazio senza alcuno appoggio ottico… Questi giochi di specchi ancora sono del resto utilizzati al giorno d'oggi in parchi di attrazioni con anche un utilizzo abusivo della parola ologramma, o in terminali pubblicitari nei quali gli oggetti, come ad esempio degli schermi piatti, sono dissimulati nelle basi.

Per vedere la luce che resta invisibile in occasione della sua propagazione nell'aria, è obbligatorio che sia riflessa nella direzione dei nostri occhi da materia situata in fondo !
È il motivo per cui la convessità o la piattezza di un appoggio olografico e la proiezione nello spazio della sua immagine reale in volume creano quest'angoli morti laterali che riducono la quarta dimensione del tempo relativa al movimento esplorativo dell'osservatore.
Per una certa apertura, questa limitazione della durata del movimento esplorativo ha dunque per conseguenza di diminuire la visibilità forzando l'osservatore a piazzarsi appena di fronte all'ologramma, ed impedire pertanto una presentazione di immagini reali olografiche ad un grande numero di persone allo stesso tempo.
Più l'appoggio è distante dall'immagine reale secondo la terza dimensione della profondità, più ridotto è l'angolo di visione.
Una volta passato l'effetto di curiosità immediato e corte della proiezione nello spazio dell'immagine reale rispetto al suo appoggio piatto, quest'inconveniente degli angoli morti laterali limita l'esame in dettaglio dell'oggetto rappresentato, poiché quando il rilievo si trova senza parallasse verticale impedendo all'osservatore di entrare nell'immagine in occasione del suo movimento esplorativo.

Con la qualità ottica ottimale di una registrazione olografica realizzata direttamente da partire da un oggetto a tre dimensioni per il conseguimento di un vero rilievo ad alta definizione spaziale-temporale, Holopanoragramme permette di valorizzare questa quarta dimensione dell'immagine reale olografica di un oggetto fisso per un osservatore in movimento.


Holopanoragramme a vero rilievo

Apparsa alla metà del XIXo secolo, la stereoscopia è un metodo di simulazione del rilievo.
Fra i numerosi punti di vista attorno ad un oggetto a tre dimensioni, due immagini piane sono prese sotto due angoli diversi per mezzo di due obiettivi fotografici aventi una stessa messa a punto di messa a punto ed essendo piazzati su una linea orizzontale.
La restituzione si effettua per mezzo di cannocchiali separatori per l'occhio sinistro e l'occhio diritto quando queste due immagini piane sono sovrapposte, o senza cannocchiali quando queste sono giustapposte.
A partire da questi due punti di vista diversi che rappresentano l'oggetto in prospettiva, un'immagine in rilievo simulato si forma allora al livello del cervello dell'osservatore.
Gli sembra trovarsi nello spazio ad una certa profondità, mentre nessun'immagine in vero rilievo si trova realmente sotto i suoi occhi davanti o dietro il piano di queste due immagini.
Ogni occhio non può fare che una messa a punto su questo solo piano di queste due immagini stereoscopiche, cosa che è incoerente rispetto alla posizione apparente in profondità ed oltre a questo piano di questa immagine cerebrale in rilievo simulato nella direzione della quale gli occhi vengono tuttavia a convergere per non vedere doppio.
Questa sistemazione dell'occhio per non vedere offuscamento e che costituisce già in un certo qual modo un primo movimento esplorativo minimo dell'osservatore immobile che gli fornisce informazioni sulla profondità dello spazio, deve allora essere iniziata indipendentemente dalla convergenza degli occhi nonostante l'associazione fisiologica intima di questi movimenti di sistemazione e di convergenza.
Con alcune particolarità della vista e della fusione cerebrale delle immagini diritte e sinistre all'orizzontale, sarebbe a parer nostro una ragione per la quale alcune persone incontrano difficoltà in occasione dell'osservazione di un'immagine in rilievo simulato.

Mentre con un'immagine in vero rilievo riflessa da uno specchio o diffranta da un Holopanoragramme realizzato direttamente a partire da un oggetto a tre dimensioni, e non partire da fotografie stereoscopiche a due dimensioni che rappresentano l'oggetto, la convergenza e la sistemazione degli occhi dell'osservatore funzionano insieme sugli stessi punti dei vari piani dell'immagine veramente in volume, come nell'osservazione diretta dell'oggetto.
Le condizioni della visione naturale sono perfettamente rispettate secondo la terza dimensione della profondità. 

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