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Holopanoragramme
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Projecteur d'Holopanoragrammes Luminaire
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Projecteur d'Holopanoragrammes Porte-affiches
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Question écrite N°58907
Assemblée nationale

Conseil d'Etat
Tribunal Administratif
de Paris


Copyright © 1989-2007
Thierry Garçon
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Riproduzione dei colori con sintesi additiva, e realizzazione del Holopanoragramme direttamente da partire da un oggetto fissa in 3 dimensioni, senza video o immagini di sintesi intermedie, per avere un'immagine in vero rilievo
con la più alta definizione spaziale-temporale.


Sistemazione dell'occhio
nel vero rilievo dell'immagine del Holopanoragramme

Holopanoragramme                        Traduzione automatica da partire :  

È per questo che in uno stereogramma olografico quando la superficie di ogni ologramma elementare di un'immagine piana è troppo ampia o che il divario tra i punti di vista delle immagini piane è troppo grande, l'osservatore deve allontanarsi da una certa distanza rispetto all'immagine olografica per non distinguere un'evoluzione tirata del rilievo dovuta agli spostamenti incoerenti dell'immagine cerebrale ad ogni punto di vista e ad una certa profondità.
Ma più la profondità tra l'immagine cerebrale del rilievo simulato e le immagini olografiche delle immagini piane aumenta, più gli spostamenti incoerenti si allargano e diventano percettibili con l'occhio dell'osservatore seguente la sua acutezza visiva, quando resta ad una certa distanza rispetto all'immagine olografica.
Il solo mezzo che l'osservatore abbia per percepire un'evoluzione continua del rilievo senza spostamenti incoerenti che si allargano a fondo ritardando maggiormente l'evoluzione normale del rilievo ed accentuando i salti dell'immagine da un punto di vista all'altro, è allora di azionarsi ad una velocità superiore circa a venticinque coppie di immagini stereoscopiche per secondo secondo la persistenza della retina utilizzata in cinematografia. La distanza percorsa dall'osservatore in una seconda dipende allora dal divario tra i punti di vista.

Prendendo un'apertura di un metro di ampio, mille ologrammi elementari rettangolari di una larghezza di un millimetro che rappresenta ciascuno una sola immagine piana può essere olografia per fare evolvere il rilievo simulato dell'oggetto fotografato all'interno del campo di visione orizzontale.
A partire dalla stessa apertura di un metro di cima, mille ologrammi elementari rettangolari di un'altezza di un millimetro che rappresenta ciascuno una sola immagine piana può essere anche olografia per fare evolvere il rilievo simulato dell'oggetto fotografato all'interno del campo di visione verticale.
Tuttavia, questi due mille hologrammes elementari non bastano a permettere un'evoluzione del rilievo simulato in tutte le direzioni all'interno della totalità dell'apertura di un metro quadrato (cioè uno milione di millimetri quadrati).
È al totale uno milione di immagini piane ed uno milione di ologrammi elementari che dovrebbero essere molto precisamente registrati secondo un quadrillage millimetrico.

In cinematografia o in video, la presa di mille punti di vista restava semplice da effettuare in meno di un minuto e secondo soltanto l'orizzontale per la realizzazione di uno stereogramma olografico a rilievo simulato senza parallasse verticale.
Ma per avvicinarsi della visione della realtà, il conseguimento di un'evoluzione del rilievo simulato di uno stereogramma olografico in tutte le direzioni dello spazio moltiplicando per mille questa prima operazione, domanda successivamente di affrontare una costrizione seria di tempo, con oltre undici ore per la realizzazione di uno milione di prese di vista in ragione di venticinque per secondo, ed altrettante ore, o molto più, per uno milione di registrazioni olografiche.
È il motivo per cui il miglioramento della definizione spaziale-temporale del rilievo simulato di uno stereogramma olografico con il più grande numero di immagini piane che si potrebbero ottenere all'interno di una grande apertura, resta difficilmente possibile a da un lato, dell'impossibilità materiale nello spazio di prendere allo stesso tempo milioni di fotografie tutte alcune decimi di millimetri per il conseguimento di un ritratto ad esempio, o dall'altro, il tempo considerevole per prendere queste successivamente con le registrazioni olografiche corrispondenti.

D'altra parte, per quanto riguarda uno stereogramma olografico realizzato da partire da un seguito di immagini in 2 dimensioni di un oggetto animato, l'animazione della sua immagine in rilievo generata dallo spostamento dell'osservatore o del suo appoggio ha per inconveniente di essere vista allo stesso momento in anticipo con un occhio e in ritardo con l'altro occhio, come se ogni occhio dell'osservatore osservasse allo stesso tempo una diapositiva diversa da una pellicola cinematografica che rappresenta un oggetto animato con differenze nel tempo, a momenti diversi.

Nonostante queste restrizioni di spazio e di tempo della stereoscopia applicata all'olografia, le registrazioni olografiche di immagini a due dimensioni hanno soprattutto un interesse nel settore delle immagini di sintesi e della ricerca in informatica per il magazzinaggio di un grande numero di pagine in un minimo di spazio.

Invece, la memorizzazione della totalità delle informazioni visive diffuse allo stesso tempo nello spazio da un oggetto fissa a tre dimensioni, è ottenuta dalla registrazione olografica dell'oggetto stesso, per un tempo di realizzazione molto meno lungo e senza l'utilizzo di un numero estremo di immagini a due dimensioni.
Grazie a questo fenomeno luminoso naturale, la scrittura integrale porta dunque la possibilità di effettuare, in una sola presa di vista diretta sull'oggetto tridimensionnel di una durata quasi-istantanea, l'equivalente di milioni di fotografie diverse, questo per la restituzione più fedele dell'oggetto a scala reale dove si trova nell'angolo di visione la totalità dai punti di vista, come attraverso una finestra aperta sul mondo reale.
In modo che quando l'osservatore si muove dinanzi al Holopanoragramme, ogni parte del volume dell'immagine dell'oggetto resta immobile, indipendentemente dalla distanza d'osservazione e la profondità del rilievo, come pure la velocità del movimento esplorativo.
L'osservatore non distingue allora alcuno spostamento incoerente, né nessun salto tra ogni punto di vista.
L'evoluzione apparente del rilievo dell'immagine presenta così la più alta definizione spaziale-temporale che si trova in tutte le direzioni d'osservazione all'interno dell'apertura del Holopanoragramme, con un'evoluzione senza scosse e perfettamente continua, grazie alla densità estrema nel numero dai punti di vista.

Con la folla di oggetti e di personaggi che resta ad olografare, la tecnica di base per la registrazione di un Holopanoragramme consiste più semplicemente nel piazzare direttamente l'oggetto in tre dimensioni (o il suo ologramma primario) dinanzi ad un apparecchio olografico per registrare in un tempo molto breve, quasi-istantaneamente, il numero estremo di informazioni sul suo rilievo.
Le Holopanoragramme ha così l'efficacia di portare agli osservatori che evolvono nel campo di visione, una sensazione estrema di presenza reale dell'oggetto con una comodità visiva, grazie alla qualità ottica ottimale del suo vero rilievo ad alta definizione spaziale-temporale.
Dopo il vero rilievo, quest'altra qualità del Holopanoragramme ottenuto soltanto per vie olografiche senza la vecchia stereoscopia, è di conseguenza irreprensibile per la presentazione di oggetti eccezionali, essendo definitivamente conforme alla nostra visione della realtà.

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