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Holopanoragramme
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È per questo che in uno stereogramma
olografico quando la superficie di ogni ologramma elementare di un'immagine piana è
troppo ampia o che il divario tra i punti di vista delle immagini piane è troppo grande,
l'osservatore deve allontanarsi da una certa distanza rispetto all'immagine olografica per
non distinguere un'evoluzione tirata del rilievo dovuta agli spostamenti incoerenti
dell'immagine cerebrale ad ogni punto di vista e ad una certa profondità.
Ma più la profondità tra l'immagine cerebrale del rilievo simulato e le immagini
olografiche delle immagini piane aumenta, più gli spostamenti incoerenti si allargano e
diventano percettibili con l'occhio dell'osservatore seguente la sua acutezza visiva,
quando resta ad una certa distanza rispetto all'immagine olografica.
Il solo mezzo che l'osservatore abbia per percepire un'evoluzione continua del rilievo
senza spostamenti incoerenti che si allargano a fondo ritardando maggiormente l'evoluzione
normale del rilievo ed accentuando i salti dell'immagine da un punto di vista all'altro,
è allora di azionarsi ad una velocità superiore circa a venticinque coppie di immagini
stereoscopiche per secondo secondo la persistenza della retina utilizzata in
cinematografia. La distanza percorsa dall'osservatore in una seconda dipende allora dal
divario tra i punti di vista.
Prendendo un'apertura di un metro di ampio, mille ologrammi elementari rettangolari di una
larghezza di un millimetro che rappresenta ciascuno una sola immagine piana può essere
olografia per fare evolvere il rilievo simulato dell'oggetto fotografato all'interno del
campo di visione orizzontale.
A partire dalla stessa apertura di un metro di cima, mille ologrammi elementari
rettangolari di un'altezza di un millimetro che rappresenta ciascuno una sola immagine
piana può essere anche olografia per fare evolvere il rilievo simulato dell'oggetto
fotografato all'interno del campo di visione verticale.
Tuttavia, questi due mille hologrammes elementari non bastano a permettere un'evoluzione
del rilievo simulato in tutte le direzioni all'interno della totalità dell'apertura di un
metro quadrato (cioè uno milione di millimetri quadrati).
È al totale uno milione di immagini piane ed uno milione di ologrammi elementari che
dovrebbero essere molto precisamente registrati secondo un quadrillage
millimetrico.
In cinematografia o in video, la presa di mille punti di vista restava semplice da
effettuare in meno di un minuto e secondo soltanto l'orizzontale per la realizzazione di
uno stereogramma olografico a rilievo simulato senza parallasse verticale.
Ma per avvicinarsi della visione della realtà, il conseguimento di un'evoluzione del
rilievo simulato di uno stereogramma olografico in tutte le direzioni dello spazio
moltiplicando per mille questa prima operazione, domanda successivamente di affrontare una
costrizione seria di tempo, con oltre undici ore per la realizzazione di uno milione di
prese di vista in ragione di venticinque per secondo, ed altrettante ore, o molto più,
per uno milione di registrazioni olografiche.
È il motivo per cui il miglioramento della definizione spaziale-temporale del rilievo
simulato di uno stereogramma olografico con il più grande numero di immagini piane che si
potrebbero ottenere all'interno di una grande apertura, resta difficilmente possibile a da
un lato, dell'impossibilità materiale nello spazio di prendere allo stesso tempo milioni
di fotografie tutte alcune decimi di millimetri per il conseguimento di un ritratto ad
esempio, o dall'altro, il tempo considerevole per prendere queste successivamente con le
registrazioni olografiche corrispondenti.
D'altra parte, per quanto riguarda uno stereogramma olografico realizzato da partire da un
seguito di immagini in 2 dimensioni di un oggetto animato, l'animazione della sua immagine
in rilievo generata dallo spostamento dell'osservatore o del suo appoggio ha per
inconveniente di essere vista allo stesso momento in anticipo con un occhio e in ritardo
con l'altro occhio, come se ogni occhio dell'osservatore osservasse allo stesso tempo una
diapositiva diversa da una pellicola cinematografica che rappresenta un oggetto animato
con differenze nel tempo, a momenti diversi.
Nonostante queste restrizioni di spazio e di tempo della stereoscopia applicata
all'olografia, le registrazioni olografiche di immagini a due dimensioni hanno soprattutto
un interesse nel settore delle immagini di sintesi e della ricerca in informatica per il
magazzinaggio di un grande numero di pagine in un minimo di spazio.
Invece, la memorizzazione
della totalità delle informazioni visive diffuse allo stesso tempo nello spazio da un
oggetto fissa a tre dimensioni, è ottenuta dalla registrazione olografica dell'oggetto
stesso, per un tempo di realizzazione molto meno lungo e senza l'utilizzo di un
numero estremo di immagini a due dimensioni.
Grazie a questo fenomeno luminoso naturale, la scrittura integrale porta dunque la
possibilità di effettuare, in una sola presa di vista diretta sull'oggetto
tridimensionnel di una durata quasi-istantanea, l'equivalente di milioni di fotografie
diverse, questo per la restituzione più fedele dell'oggetto a scala reale dove si trova
nell'angolo di visione la totalità dai punti di vista, come attraverso una finestra
aperta sul mondo reale.
In modo che quando l'osservatore si muove dinanzi al Holopanoragramme,
ogni parte del volume dell'immagine dell'oggetto resta immobile, indipendentemente dalla
distanza d'osservazione e la profondità del rilievo, come pure la velocità del movimento
esplorativo.
L'osservatore non distingue allora alcuno spostamento incoerente, né nessun salto tra
ogni punto di vista.
L'evoluzione apparente del rilievo dell'immagine presenta così la più alta
definizione spaziale-temporale che si trova in tutte le direzioni d'osservazione
all'interno dell'apertura del Holopanoragramme, con un'evoluzione senza scosse e
perfettamente continua, grazie alla densità estrema nel numero dai punti di vista.
Con la folla
di oggetti e di personaggi che resta ad olografare, la tecnica di base per la
registrazione di un Holopanoragramme consiste più semplicemente nel
piazzare direttamente l'oggetto in tre dimensioni (o il suo ologramma primario) dinanzi ad
un apparecchio olografico per registrare in un tempo molto breve, quasi-istantaneamente,
il numero estremo di informazioni sul suo rilievo.
Le Holopanoragramme ha così l'efficacia di portare agli osservatori che
evolvono nel campo di visione, una sensazione estrema di presenza reale dell'oggetto con
una comodità visiva, grazie alla qualità ottica ottimale del suo vero rilievo ad
alta definizione spaziale-temporale.
Dopo il vero rilievo, quest'altra qualità del Holopanoragramme ottenuto
soltanto per vie olografiche senza la vecchia stereoscopia, è di conseguenza
irreprensibile per la presentazione di oggetti eccezionali, essendo definitivamente
conforme alla nostra visione della realtà.
"...5/5...
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