www.holopanoragramme.com

Introduzione

Olografia
1   2   3   4   5   6

Holopanoragramme
1   2   3   4   5

Proiettore
1   2   3   4

Edizione e com.
1   2

Contatti

Projecteur d'Holopanoragrammes Luminaire
Diaporama : 1  2  3 

Projecteur d'Holopanoragrammes Porte-affiches
Diaporama : 1  2  3  4  5

Question écrite N°58907
Assemblée nationale

Conseil d'Etat
Tribunal Administratif
de Paris


Conseil supérieur de l'audiovisuel


Copyright © 1989-2009
Thierry Garçon
Holopanoragramme ®
all rights reserved
European patents
N° 0377724 & N° 0530313
United States Patent
N° 5044708
Modèles déposés
holopanoragramme.com
olografia/ologramma/
luminaire/edizione/
comunicazione visiva/
finestra/visualizzazione pubblicitaria/ mobili urbani



Riproduzione dei colori con sintesi additiva, e realizzazione del Holopanoragramme direttamente da partire da un oggetto fissa in 3 dimensioni, senza video o immagini di sintesi intermedie, per avere un'immagine in vero rilievo
con la più alta definizione spaziale-temporale.


Sistemazione dell'occhio
nel vero rilievo dell'immagine del Holopanoragramme

Olografia                                                                                                                                                                            Traduzione automatica da partire :      


Immagine in 4 dimensioni

impossibile vedere per la televisione o Internet

In primo luogo, ciascuno deve prendere coscienza che evolve nello spazio-tempo, benché l'enigma di quest'ultimo, riservato al settore della ricerca scientifica fondamentale, si trovi ai confini dell'universo…
Albert Einstein scrisse nel 1936 con Léopold Infeld in un lavoro intitolato “l'evoluzione delle idee in fisica„ (Flammarion) le due osservazioni seguenti :
“ In effetti, non è due, ma quattro numeri che occorre usare per descrivere gli eventi nella natura. Il nostro spazio fisico, così come è concepito tramite gli oggetti e dei loro movimenti, ha tre dimensioni, e le posizioni sono caratterizzate da tre numeri. Il momento di un evento è caratterizzato dal quarto numero. Quattro numeri definiti corrispondono ad ogni evento; un evento definito corrisponde a quattro numeri. Dunque : il mondo degli eventi forma una continuità quattrodimensionni. Non c'è nulla di miisterioso in tutto ciò. (...) Il mondo degli eventi può essere descritto dinamicamente da un'immagine che cambia il tempo e che è proiettata sui seconi plan dello spazio a tre dimensioni. Ma può essere anche descritto da un'immagine statica che è proiettata sui secondi plan della continuità spazio-tempo quattrodimensionni. „
È da notare che Albert Einstein (1879-1955) non ebbe purtroppo la possibilità di vedere un ologramma fin dalla comparsa dei laser all'inizio degli anni '60. È forse una delle ragioni per la quale un'immagine olografica di un oggetto fisso è restata fino alla fine del XXo secolo soltanto alla fila di un'immagine “in 3 dimensioni„, come l'immagine di un vecchio stereoscopio del XIXo secolo per la visione binoculare di un osservatore immobile !
Mentre questa designazione tradizionale di ogni immagine olografica di un oggetto fisso seguente soltanto le tre dimensioni dello spazio geometrico non bastano a spiegare la visione spaziale-temporale che procura ad un osservatore in movimento !

La quarta dimensione relativa al movimento esplorativo dell'osservatore era stata già valorizzata fin dal 1908 alla società francese di fotografia ed all'accademia delle scienze di Paris dal fisico Gabriel Lippmann (1845-1921), di cui ecco il testo corrispondente :
“La più perfetta delle prove fotografiche attuali mostrassero soltanto uno degli aspetti della realtà; si riduce ad un'immagine unica fissata in un piano. La vista diretta della realtà offre, lo sa, infinitamente più varietà. Si vedono gli oggetti nello spazio, a grandezza naturale ed in rilievo, e non in un piano. Inoltre, il loro aspetto cambia con le posizioni dell'osservatore; i vari piani della vista si muovono allora gli uni rispetto agli altri; la prospettiva si modifica; le parti nascoste non restano le stesse; infine, se lo spettatore osserva il mondo esterno con una finestra, è padrone di vedere le diverse parti di un paesaggio venire ad inquadrarsi successivamente tra i bordi dell'apertura, tanto che in questo caso sono oggetti diversi che gli appaiono successivamente.
Si può chiedere alla fotografia di renderci tutta questa varietà che offre la vista diretta degli oggetti ?„.


Gabriel Lippmann
Membro dell'istituto
(Paris, 1886)

Per definizione, una dimensione è una dimensione suscettibile di misura.
In olografia, la dimensione di un campo di visione di 180 gradi attorno ad un'immagine non riguarda soltanto una sola immagine fissa in 2 dimensioni (altezza e larghezza), ma una successione di immagini in 2 dimensioni nella quale basta di un'sola immagine con la sistemazione dell'occhio, o per più precisione, di due immagini in visione binoculare, per permettere all'osservatore di misurare la profondità del rilievo (3a dimensione).
Questa dimensione costituita di un seguito di immagini in 2 dimensioni può essere misurata dall'osservatore da una 4a dimensione, il tempo, che gli dà la durata dell'evoluzione apparente del rilievo che proviene da uno spostamento dell'appoggio olografico o del suo movimento esplorativo.
Dunque, un'immagine olografica che restituisce istantaneamente tutte le immagini in 2 dimensioni prese attorno ad un oggetto fissa in 3 dimensioni, è più di un'immagine in 3 dimensioni, ma già un'immagine in 4 dimensioni che offre ad osservatori in movimento, una visione nello spazio ed il tempo come nella realtà attorno all'oggetto.

In dati enciclopedici del 2001 (Hachette Multimédia/Hachette livre), la definizione che riguarda le dimensioni di un'immagine olografica restava la seguente :
“… Contrariamente ad una fotografia ordinaria, un ologramma rende la dimensione di profondità e può ricreare il parallasse (cambiamento apparente di prospettiva che si produce quando un oggetto è visto sotto vari angoli)….Ogni punto dell'ologramma ha ricevuto informazioni dell'oggetto nella sua totalità, cosa che ha due conseguenze : innanzitutto, una parte dell'ologramma basta a restituire l'immagine dell'oggetto nella sua totalità; in seguito, per il fatto che ogni punto dell'ologramma vede l'oggetto sotto un angolo diverso, l'immagine restituita è realmente tredimensioni… „.

Con questo cambiamento apparente di prospettiva dell'immagine di un oggetto fisso, come il movimento apparente del sole con la terra che gira su essa stessa, questa nozione di parallasse preso in prestito al settore dell'astronomia, può in realtà apprezzarsi in realtà come l'espressione della quarta dimensione di tempo relativa al movimento esplorativo dell'osservatore, per vedere evolvere il rilievo di un oggetto fissa a partire da una sola immagine olografica.
Benché il tempo appartenga qui soltanto allo spostamento dell'osservatore, non occorre tanto per ridurre ad una semplice immagine in tre dimensioni quest'immagine fissa olografica che offre all'osservatore una visione perfetta nello spazio e nel tempo, soprattutto quando l'ologramma è realizzato direttamente a partire da un oggetto in 3 dimensioni senza fotografie o immagini di sintesi intermedie !

pagina seguente...1/6...