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Olografia
Traduzione automatica da partire :
Immagine in 4 dimensioni
impossibile vedere per la televisione o Internet
In primo luogo, ciascuno deve prendere
coscienza che evolve nello spazio-tempo, benché l'enigma di quest'ultimo, riservato al
settore della ricerca scientifica fondamentale, si trovi ai confini dell'universo
Albert Einstein scrisse nel 1936 con Léopold Infeld in un lavoro
intitolato l'evoluzione delle idee in fisica (Flammarion) le due osservazioni
seguenti :
In effetti, non è due, ma quattro numeri che occorre usare per descrivere gli
eventi nella natura. Il nostro spazio fisico, così come è concepito tramite gli oggetti
e dei loro movimenti, ha tre dimensioni, e le posizioni sono caratterizzate da tre numeri.
Il momento di un evento è caratterizzato dal quarto numero. Quattro numeri definiti
corrispondono ad ogni evento; un evento definito corrisponde a quattro numeri. Dunque
: il mondo degli eventi forma una continuità quattrodimensionni. Non
c'è nulla di miisterioso in tutto ciò. (...) Il mondo degli eventi può essere
descritto dinamicamente da un'immagine che cambia il tempo e che è proiettata sui seconi
plan dello spazio a tre dimensioni. Ma può essere anche descritto da un'immagine statica
che è proiettata sui secondi plan della continuità spazio-tempo quattrodimensionni.
È da notare che Albert Einstein (1879-1955) non ebbe purtroppo la possibilità di vedere
un ologramma fin dalla comparsa dei laser all'inizio degli anni '60. È forse una delle
ragioni per la quale un'immagine olografica di un oggetto fisso è restata fino
alla fine del XXo secolo soltanto alla fila di un'immagine in 3 dimensioni,
come l'immagine di un vecchio stereoscopio del XIXo secolo per la visione binoculare di un
osservatore immobile !
Mentre questa designazione tradizionale di ogni immagine olografica di un oggetto
fisso seguente soltanto le tre dimensioni dello spazio geometrico non bastano a spiegare
la visione spaziale-temporale che procura ad un osservatore in movimento !
La quarta dimensione relativa al
movimento esplorativo dell'osservatore era stata già valorizzata fin dal 1908
alla società francese di fotografia ed all'accademia delle scienze di Paris dal fisico Gabriel
Lippmann (1845-1921), di cui ecco il testo corrispondente :
La più perfetta delle prove fotografiche attuali mostrassero soltanto uno degli
aspetti della realtà; si riduce ad un'immagine unica fissata in un piano. La vista
diretta della realtà offre, lo sa, infinitamente più varietà. Si vedono gli oggetti
nello spazio, a grandezza naturale ed in rilievo, e non in un piano. Inoltre, il loro
aspetto cambia con le posizioni dell'osservatore; i vari piani della vista si muovono
allora gli uni rispetto agli altri; la prospettiva si modifica; le parti nascoste non
restano le stesse; infine, se lo spettatore osserva il mondo esterno con una finestra, è
padrone di vedere le diverse parti di un paesaggio venire ad inquadrarsi successivamente
tra i bordi dell'apertura, tanto che in questo caso sono oggetti diversi che gli appaiono
successivamente.
Si può chiedere alla fotografia di renderci tutta questa varietà che offre la vista
diretta degli oggetti ?. |

Gabriel
Lippmann
Membro dell'istituto
(Paris, 1886)
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Per definizione, una dimensione è una
dimensione suscettibile di misura.
In olografia, la dimensione di un campo di visione di 180 gradi attorno ad un'immagine non
riguarda soltanto una sola immagine fissa in 2 dimensioni (altezza e larghezza), ma una
successione di immagini in 2 dimensioni nella quale basta di un'sola immagine con la
sistemazione dell'occhio, o per più precisione, di due immagini in visione binoculare,
per permettere all'osservatore di misurare la profondità del rilievo (3a dimensione).
Questa dimensione costituita di un seguito di immagini in 2 dimensioni può essere
misurata dall'osservatore da una 4a dimensione, il tempo, che gli dà la durata
dell'evoluzione apparente del rilievo che proviene da uno spostamento dell'appoggio
olografico o del suo movimento esplorativo.
Dunque, un'immagine olografica che restituisce istantaneamente tutte le immagini in 2
dimensioni prese attorno ad un oggetto fissa in 3 dimensioni, è più di un'immagine in 3
dimensioni, ma già un'immagine in 4 dimensioni che offre ad osservatori in
movimento, una visione nello spazio ed il tempo come nella realtà attorno
all'oggetto.
In dati enciclopedici del 2001 (Hachette
Multimédia/Hachette livre), la definizione che riguarda le dimensioni di un'immagine
olografica restava la seguente :
Contrariamente ad una fotografia ordinaria, un ologramma rende la dimensione
di profondità e può ricreare il parallasse (cambiamento
apparente di prospettiva che si produce quando un oggetto è visto sotto vari angoli)
.Ogni
punto dell'ologramma ha ricevuto informazioni dell'oggetto nella sua totalità, cosa che
ha due conseguenze : innanzitutto, una parte dell'ologramma basta a restituire l'immagine
dell'oggetto nella sua totalità; in seguito, per il fatto che ogni punto dell'ologramma
vede l'oggetto sotto un angolo diverso, l'immagine restituita è realmente tredimensioni
.
Con questo cambiamento apparente di
prospettiva dell'immagine di un oggetto fisso, come il movimento apparente del sole con la
terra che gira su essa stessa, questa nozione di parallasse preso in prestito al settore
dell'astronomia, può in realtà apprezzarsi in realtà come l'espressione della quarta
dimensione di tempo relativa al movimento esplorativo dell'osservatore, per vedere
evolvere il rilievo di un oggetto fissa a partire da una sola immagine olografica.
Benché il tempo appartenga qui soltanto allo spostamento dell'osservatore, non
occorre tanto per ridurre ad una semplice immagine in tre dimensioni quest'immagine fissa
olografica che offre all'osservatore una visione perfetta nello spazio e nel tempo,
soprattutto quando l'ologramma è realizzato direttamente a partire da un oggetto in 3
dimensioni senza fotografie o immagini di sintesi intermedie !
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