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Holopanoragramme
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Question écrite N°58907
Assemblée nationale

Conseil d'Etat
Tribunal Administratif
de Paris


Conseil supérieur de l'audiovisuel


Copyright © 1989-2009
Thierry Garçon
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Riproduzione dei colori con sintesi additiva, e realizzazione del Holopanoragramme direttamente da partire da un oggetto fissa in 3 dimensioni, senza video o immagini di sintesi intermedie, per avere un'immagine in vero rilievo
con la più alta definizione spaziale-temporale.


Sistemazione dell'occhio
nel vero rilievo dell'immagine del Holopanoragramme

Olografia                                 Traduzione automatica da partire :  

Il numero di informazioni contenute e diffuse allo stesso tempo da un ologramma di alta qualità ottica, di un metro quadrato d'apertura, che possono essere osservate da vicino per potere interamente apprezzare in un grande angolo il suo vero rilievo ad alta definizione spaziale-temporale, sarebbe di milione di miliardi (Peta) di “0„ e di “1„…

In telecomunicazione, il grande volume d'informazione di questa “totalità istantanea„ della scrittura fotonica può essere trasportato alla velocità estrema della luce per via ottica soltanto, come attraverso “un telescopio„.
Tuttavia al ricevimento con una capacità di trattamento di un gigabit per secondo scrittura elettronica, occorrerebbe uno milione di seconda per trattare questo ologramma, cioè dodici giorni.
E per novanta mille copie necessarie ad un'animazione ipotetica di un'sola ora in ragione di venticinque per secondo secondo la nostra persistenza immuable della retina, occorrerebbero allora quasi tre mille anni di trattamento ologramma per ologramma.
Anche ad una velocità mille volte superiore al livello di un térabit per secondo, occorrerebbero ancora quasi tre anni per trattare ologramma per ologramma quest'animazione ipotetica di un'sola ora da partire da un computer personale.
Di più al livello dello schermo la cui alta definizione è già difficile da raggiungere per un'immagine elettronica a due dimensioni, è inconcepibile in optoelettronica potere orientare con precisione quasi-istantaneamente e simultaneamente ciascuna di questi milioni di miliardi di informazioni estremamente condensate per la restituzione dell'immagine olografica che dipende soltanto dal settore del fotonico.
È per questo che, la trasmissione e la restituzione del numero estremo di informazioni specifiche per l'alta definizione spaziale-temporale di immagini olografiche incontrano in informatica ed in optoelettronica di importanti restrizioni di tempo e di spazio.
A causa di questo “ostacolo spaziale-temporale„, la teletrasmissione per Internet di una parte ottica olografica, come un uno pezzo di musica, è così rinviata “alle calendes greci„…
Occorre sperare che in questo settore delle telecomunicazioni ottiche, prospettive di futuro non facciano balenare una prossima possibilità di trasmissione e di restituzione di ologrammi via una futura rete Internet.
In questo mondo virtuale dell'informatica parallela al mondo reale, il trattamento di un numero crescente di informazioni rallenta in definitiva l'accesso ai dati ricercati e conservati nelle memorie in cui soltanto a questo livello l'olografia sembra avere una luminosità futuro grazie alla sua alta densità di magazzinaggio.

Queste cifre “astronomiche„ che dipendono più dal settore della “téléportation„ distruggono la possibilità all'orizzonte 2010 di sostituire lo schermo del computer con uno schermo a ologramma tanto sognati dagli informatici che desiderano rendere più di facile utilizzazione per l'utente il “multimedia„ in tempo reale, o di trasmettere ologrammi con la televisione come si è annunciato nell'articolo “che la luce sia„ della rivista “Imaginez„ del novembre 1997 pubblicato dalla S.E.M.L del Futuroscope, il parco europeo dell'immagine !.. O anche nel maggio 2003, come è stato rivelato da una rivista mensile che diffonde la scienza, il futuro faramineux di un certo laboratorio di ricerca che giura potere trasformare, grazie all'olografia, uno schermo piatto ordinario in “monitor 3D„!..
È vero che di fronte ad una registrazione olografica all'interno di una materia fine trasparente di questi miliardi di informazioni ad una velocità estrema qualche di milliardièmes di seconda, si avrebbe tendenza a perdere le nozioni di spazio e di tempo…
I più scettici e gli stranieri che preferiscono che sia detto loro ciò che vogliono intendere, potranno forse avvicinarsi al nostro punto di vista cominciando per interrogarsi sulla nostra impossibilità fisiologica di emettere radiazioni luminose, rispetto alla nostra facoltà di emettere suoni…

Anziché partire alla ricerca mitica dello “schermo di computer ad ologramma„, è dunque preferibile accontentarsi di permettere ad ogni individuo, con l'aumento della capacità delle memorie informatiche, di concepire la sua rete televisiva personale, e continuare a rendere interattive in “realtà virtuale„ per un solo osservatore in movimento fornito di un casco speciale, le vecchie immagini stereoscopiche in movimento del “cinema 3D„ dei parchi di attrazioni.
Quest'ultimi meritavano del resto dalla loro origine la denominazione d'immagine in quattro dimensioni ma a rilievo simulato e per spettatori immobili…
La televisione in quattro dimensioni fa anche già parte da tempo della nostra storia con l'animazione di immagini in rilievo simulato dai sistemi stereoscopiche a protesi oculari o a schermo a rete de lenti spiegata precedentemente.
Tuttavia, l'esplorazione delle tre dimensioni dello spazio, secondo la quarta dimensione, resta principalmente relativa allo svolgimento delle immagini, senza potere essere perfettamente relativa agli spostamenti degli osservatori rispetto ad un'immagine fissa come in olografia.
Con questa mancanza di punti di vista della televisione in rilievo che richiedono una macchina fotografica speciale, l'osservatore non può dunque quasi girare attorno ad un'immagine animata di un oggetto che si forma nello spazio davanti il suo schermo piatto, ed affatto entrare all'interno del rilievo di questa immagine per esplorare i vari aspetti.
Infine, se si ammette che immagini cinematografiche con cannocchiali speciali che permettono una visione in rilievo di un oggetto fisso successivamente sotto vari angoli meritano la denominazione di immagini in quattro dimensioni (altezza, larghezza, profondità e tempo), si può mentre ammettere che una sola immagine olografica che permette anche una visione in rilievo di un oggetto fisso successivamente sotto vari angoli merita anche la denominazione d'immagine in quattro dimensioni.

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