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Introduzione

Olografia
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Holopanoragramme
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Projecteur d'Holopanoragrammes Luminaire
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Projecteur d'Holopanoragrammes Porte-affiches
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Question écrite N°58907
Assemblée nationale

Conseil d'Etat
Tribunal Administratif
de Paris


Conseil supérieur de l'audiovisuel


Copyright © 1989-2009
Thierry Garçon
Holopanoragramme ®
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United States Patent
N° 5044708
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olografia/ologramma/
luminaire/edizione/
comunicazione visiva/
finestra/visualizzazione pubblicitaria/ mobili urbani



Riproduzione dei colori con sintesi additiva, e realizzazione del Holopanoragramme direttamente da partire da un oggetto fissa in 3 dimensioni, senza video o immagini di sintesi intermedie, per avere un'immagine in vero rilievo
con la più alta definizione spaziale-temporale.


Sistemazione dell'occhio
nel vero rilievo dell'immagine del Holopanoragramme

Olografia                                 Traduzione automatica da partire :  

Tuttavia, in una teletrasmissione che riguarda il fantascienza, le possibilità di visualizzare ologrammi con un computer via Internet (certamente come l'ingegneria leggendaria con la lampada di Aladin…) e di fare apparire nello spazio un'immagine olografica con solo appoggio dell'aria ionizzata (certamente come le comparsi fanstasmi nelle pellicole di Giorgio Méliès a Giorgio Lucas…) sono state ancora annunciate, più seriamente del mondo…
Non è vietato sognare, ma quest'idee possono interessare soltanto alcuni stranieri in ottica che restano sempre in attesa di quest'utilizzo ipotetico dell'olografia per migliorare la loro comunicazione visiva realizzata in visione monoculare…
Frattanto, le immagini sulle posizioni pubblicitarie delle più ordinarie ai più ambiti non permettono sempre un'esplorazione perfetta della 3a dimensione dello spazio, la profondità, con un libero movimento esplorativo dell'osservatore seguente la 4a dimensione, il tempo, anche per mezzo dei più recenti schermi elettronici diventati piatti.

Inoltre, nonostante tutte le qualità di questa tecnologia di futuro della luce le cui immagini rimarranno otticamente superiori alle immagini di sintesi calcolate da partire da tre coordinate mediante computer, come pure alle immagini in rilievo degli schermi piatti, l'olografia è stata fâcheusement relegata alla fila dei musei !
E solo piccoli strati metallizzati hanno potuto essere riprodotti in grande numero di copie con estampage da partire soltanto dalla superficie di ologrammi.
Questi “ologrammi estampés„, utilizzati nel settore dell'imballaggio o della sicurezza per rendere più difficile la falsificazione di una carta bancaria o di un biglietto di banca, sono sprovvisti pertanto delle informazioni dell'ologramma originale contenute all'interno del suo strato fotosensibile, e si osservano con difficoltà nella sostanza illuminante alla luce bianca, a causa del loro effetto “arcobaleno “con la loro debole apertura, e dei riflessi parassiti della luce ambientale sul loro supporto metallico.

Ma fortunatamente, l'olografia non si ferma alla visione limitata sulle carte bancarie o i biglietti di banca di questi piccoli strati metallizzati dello centimetro quadrato che manca di informazioni visive !
Nella continuità delle invenzioni francesi della fotografia e della cinematografia, che non desidera scoprire differentemente questa tecnologia moderna dell'immagine, come sotto forma d'immagine in 4 dimensioni di un ologramma non estampé,
- a grande angolo di visione,
- a grande apertura,
- senza riflessi maldestri,
- in veri colori senza effetto “arcobaleno “,
- a
vero rilievo che rispetta le condizioni della visione naturale, senza fotografie o immagini di sintesi intermedie dell'oggetto,
- ad
alta definizione spaziale-temporale per un libero movimento esplorativo degli osservatori, benché questo ologramma originale restituito da riflessione non possa essere estampés, né stampato, né fax, né essere digitalizzato o “olotelegrafare„ da un gioco di transistors migliorati?

Così, l'ologramma non estampé, “instampato ed indigitalizzato„, si presenta sotto forma di materia fotosensibile all'interno della quale modifiche ottiche sono state causate in occasione della registrazione da partire dalle frange d'interferenza di due fasci laser, uno provenendo direttamente dal laser, l'altro indirettamente per riflessione sull'oggetto.
Dopo uno sviluppo in profondità della materia fotosensibile, la restituzione ottimale dell'ologramma si effettua sotto un fascio luminoso di una fonte così puntuale come un laser ed orientato seguente lo stesso angolo d'incidenza che alla registrazione.
Questa luce è allora diffranta in occasione del suo passaggio all'interno della materia fotosensibile sviluppata per formare un'immagine olografica misurabile seguente le 4 dimensioni di spazio e di tempo :
1. l'altezza,
2. la larghezza,
3. la profondità, secondo la posizione nello spazio dell'immagine olografica dell'oggetto rispetto al suo appoggio, alla parte posteriore per un'immagine “virtuale„ ed alla parte anteriore per un'immagine “reale„,
4. il tempo, secondo la durata d'esplorazione dei vari aspetti del rilievo dell'immagine secondo l'altezza, la larghezza e la profondità con un osservatore in movimento.

È vero che con una piccola immagine olografica di alcune centimetri cubici ad appoggio piano ed ad angolo di visione molto ridotto, sia difficile per l'osservatore avere la nozione della quarta dimensione di tempo non avendo la possibilità di girare in gran parte intorno, da cui la sua denominazione rimasta a tre dimensioni.
Tuttavia, ogni punto di un appoggio olografico restituisce in ogni direzione un'immagine dell'oggetto che corrisponde ad un punto di vista diverso, per una visione in rilievo e nel tempo che segue la posizione mutevole dell'osservatore.
Mentre ogni punto di un'immagine di uno schermo di cinema, di televisione o di computer può restituire un solo punto di un'immagine a due dimensioni.

Dalle prime esperienze di fisica per mezzo di uno specchio concavo fino a quest'ultima fine di secolo, si sono ricercati tutti i mezzi per fuorviare il nostro sistema visivo dei più efficienti.
Leonardo da Vinci diceva già al capitolo 53 del suo Trattato sulla vernice: “I pittori si disperano volendo imitare la natura perché le loro vernici mancano di questo rilievo e di questa vivacità che gli oggetti presentano tuttavia quando li vedono in uno specchio… È impossibile che la vernice, indipendentemente dalla perfezione delle linee, ombre, luci e colori, possa dare il rilievo naturale…„
Prima dell'olografia, il rilievo di un'immagine era soltanto una simulazione non che ridà agli osservatori la loro libertà di movimento per scoprire i vari aspetti dello spazio su vari piani come nella loro osservazione diretta di un oggetto.
Permettendo di registrare istantaneamente e restituire simultaneamente a partire da uno solo documento la totalità dai punti di vista attorno ad un oggetto in 3 dimensioni (ma non è così degli stereogrammi olografici realizzati da partire da un numero limitato di fotografie o da immagini di sintesi intermedie dell'oggetto), l'immagine ha raggiunto il suo più sù grado di perfezione diventando infine conforme alla nostra visione diretta dello spazio-tempo.
Questa supremo in immagini che porta un libero movimento esplorativo dell'osservatore senza il porto di cannocchiali speciali attorno ad un'immagine in vero rilievo ad alta definizione spaziale-temporal, grazie a questa “memoria-schermo„ che restituisce tutte le informazioni allo stesso tempo, ritorna di conseguenza all'appoggio pubblicitario più vecchio del mondo, l'affissione.
La circuito ci sembra allora ben allacciata in materia di comunicazione visiva.

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